bump test

Importanza del bump test sugli strumenti gas detection

Lavorando da ormai una quindicina d’anni nel settore del gas detection vediamo fortunatamente crescere (seppure lentamente) la sensibilità verso i rivelatori. Oggi sappiamo che la natura delle celle richiede controlli frequenti al fine di essere sufficientemente sereni sull’affidabilità dello strumento. In particolare, alcune celle evidenziano questa necessità: O3, Cl2, ClO2, NO2. Per loro stesse caratteristiche costruttive, queste tendono a consumare più velocemente di altre l’elettrolita e quindi a diventare inutilizzabili. Ma anche altri elementi devono essere controllati per gli stessi motivi anche se la loro vita utile è superiore. Questo perché? Semplice! Perché se una cella indica “0” non significa che stia funzionando! La cella funziona se è in grado di indicare entro certi limiti di accuratezza il valore target indicato nella bombola di gas tecnici. Ma questo controllo non lo può fare in alcun modo il detector e la sua elettronica integrata; lo si deve fare esponendo la cella al gas target (o ad un gas interferente).

Normative e il bump test sui rilevatori

Le normative, come sempre, suggeriscono in maniera appropriata cosa occorre fare. Nello specifico la normativa EN 60079-29-1 indica ai costruttori i contenuti minimi dei manuali e suggerisce di indicare la frequenza con cui effettuare le calibrazioni e i controlli periodici (in letteratura bump test). Ebbene, nella quasi totalità dei casi, i produttori indicano di effettuare la calibrazione con cadenza almeno semestrale (per alcune celle anche trimestrale) e di controllare il detector prima di ogni uso quotidiano. Entrambe le operazioni si eseguono con una bombola di gas tecnici e pochi altri accessori. Con la stessa bombola ma con una procedura diversa si può fare la calibrazione periodica. Il bump test rappresenta l’unico strumento che ci consente di verificare l’affidabilità di un rilevatore gas e di garantirne la piena efficienza!

Bump test e dettagli del costruttore

Il bump test può essere eseguito in maniera automatica (ogni costruttore vende una stazione automatica) con operazioni di pochi secondi che richiedono all’utente (previo inserimento nell’apposito alloggiamento) la sola pressione di un tasto. La verifica può anche essere eseguita in maniera “manuale” da un operatore attrezzato con bombola di gas tecnici, un regolatore di flusso idoneo e l’adattatore di flusso specifico per quel detector. Ogni costruttore, poi, può definire nel dettaglio cosa aspettarsi da un bump test, che tolleranze accettare e altri dettagli. Tuttavia, si tratta di una operazione tanto semplice quanto fondamentale. Fortunatamente, si diceva più sopra, la sensibilità sta crescendo e rispetto a una decina di anni fa si comincia a vedere la sensibilità giusta e l’intraprendenza per adempiere a questa semplice e fondamentale verifica.